Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano



Attraverso le conferenze di filosofia della musica il Liceo Artistico Statale "B. Cassinari" intende offrire ai propri studenti  un  contributo verso la conoscenza del linguaggio musicale.

Tale conoscenza, la cui acquisizione non è prevista nei programmi della Scuola media secondaria, è ritenuta fattore imprescindibile della formazione in campo artistico. L'arte contemporanea, che si  caratterizza spesso con opere costituite da una molteplicità di codici, impone, a chi voglia dedicarsi ad essa, in senso creativo o curatoriale, conoscenze approfondite di tipo multidisciplinare.
D'altro canto, trattare argomenti della storia dell'arte, letteratura, e filosofia dei secoli passati alla luce del pensiero musicale, risulta essere metodo di particolare efficacia per la comprensione dei contenuti.  
Le conferenze propongono argomentazioni, su concetti propri delle arti figurative, nell'ambito della specificità del linguaggio musicale, con agganci alle prime e con ampliamenti alla riflessione estetica.

Elenco delle conferenze svolte


Il tema scelto per le conferenze di quest’anno riguarda il concetto di organicità.
Si tratta di uno dei concetti fondamentali della teoria dell’arte e del fare artistico, che implica la questione del rapporto tra arte e natura, il concetto di imitazione, ma anche la stessa qualità strutturale e compositiva di un’opera, che sia figurativa o astratta; l’idea dell’opera d’arte come organismo.





ORGANICO/
ARTI FIGURATIVE







Da: Luigi Grassi, Mario Pepe, Dizionario di Arte, Utet, Torino, 1995


Nell’uso corrente con O. – e con l’aggettivo organico – ci si riferisce a forme che siano in rapporto con una realtà “naturale”, “vivente”, in contrapposizione ad astrazione (v.) ed “astratto” che implicano l’aspirazione a superare il dato fenomenico, la tensione verso l’assoluto. In questo senso O. corrisponde alla visione “naturalistica”, “realistica”, così come, ad es., è intesa da R. Bianchi Bandinelli (1956)1; egli considera il “realismo” – ossia la tendenza all’organico – e l’astrazione come « due modi diversi di concepire la forma e la sostanza dell’espressione artistica, che si sono sempre manifestati, prevalendo ora l’uno ora l’altro » (p. 3).
Non mancano peraltro tentativi di più complesse e particolari definizioni; nel catalogo della mostra Organic Design (New York, 1941) si afferma: « Un “design” può essere definito organico se vi è in esso un’armonica organizzazione delle parti nel tutto, secondo la struttura, il materiale e l’uso. Entro questa definizione non c’è posto per vari ornamenti e superfluità » (rip. da A. Silipo. in DAU, IV, 19692, p. 274). È chiaro il rapporto con le istanze affermate dalla architettura organica (v.).  La riduzione di ogni manifestazione “creativa” e perciò “artistica” sotto il segno della O., non intesa quale imitazione della natura ma quale rispondenza ricercata dall’uomo all’immagine  « della sua propria organicità interiore », è sostenuta da E. Guidoni (19653, p. 191). Per G. Dorfles (1967)4 esiste una « organicità dell’astrazione »: « Se l’arte è sempre astratta, l’arte è anche sempre organica; deve cioè avere quelle caratteristiche di autosufficienza vitale, propria degli organismi naturali... Possiamo allora considerare l’arte come il più tipico e forse l’unico prodotto umano che comprenda in sé astrazione e organicità » (pp. 118-119). Sotto l’aspetto teorico va segnalato il tentativo di G. Della Volpe (1964)5 di attribuire all’opera d’arte un carattere distintivo e specifico in base alla presenza di « un contesto semantico organico e quindi di un simbolo o pensiero o valore semanticamente autonomo » (p. 197, ma interessa tutto il saggio Laocoonte 1960, pp. 159-211). La scultura, ad es.. è intesa come un « organismo semantico » di cui « è caratteristico il potenziamento estremo delle capacità strutturali del segno relativo (volumi etcetera) » (pp. 197-198).

1 Ranuccio Bianchi Bandinelli, Organicità e astrazione, Milano, 1956.
2 DAU: Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, diretto
da P. Portoghesi, voll. 6, Roma, 1968-1969.

3 Enrico Guidoni, Organicità « in a new Key », in « Marcatrè », 1965, n. 16-18.
4 Gillo Dorfles, Il divenire delle arti, Torino, 1967
5 Galvano della Volpe, Critica del gusto, 2a ed. riveduta e accresciuta, Milano, 1964


2 Reperibile presso la Biblioteca "Passerini Landi" di Piacenza.
5 Reperibile presso la Biblioteca "Viale Dante" di Piacenza

http://opac.biblioteche.piacenza.it/SebinaOpac/Opac



CONFERENZE
FILOSOFIA DELLA MUSICA






4 conferenze - aprile-maggio 2011





14/04/2011 - ore 10,40 -
Aula Magna

CARLO MIGLIACCIO

MECCANICITà E
ORGANICITà
IN MUSICA

L’incontro si propone di affrontare il tema dell’organicità confrontandolo con quello, apparentemente opposto, del meccanismo, della ripetizione e della staticità. In musica, tutto ciò che è movimento, dinamismo e vitalità emerge in modo dialettico a partire da ciò che vi si contrappone e che spesso coesiste anche all’interno di una medesima composizione. Sia nel linguaggio e nella tecnica musicale sia nel carattere imitativo e descrittivo della musica è ravvisabile questo intreccio di tematiche, che consente di ridefinire concetti come forma, struttura, materia, creazione. Alcuni esempi significativi chiariranno adeguatamente i termini del problema, mentre il confronto con le arti figurative e con la riflessione estetica apporterà elementi di maggiore sollecitazione teorica.



5/05/2011 - ore 10,40-13,00

Aula Magna

CARLO MIGLIACCIO

MELOTTI E LA MUSICA

Nell’arte di Fausto Melotti la musica è quasi costantemente presente sia nei suoi interessi personali sia come fonte di creatività e di riflessione. Non solo i titoli di molte sue opere sono esplicitamente musicali, ma anche la sua estetica, il suo atteggiamento metodologico, la sua peculiare forma mentis artistica è fondamentalmente collegata a questioni tipicamente musicologiche. I temi dell’articolazione formale, dell’organicità compositiva, dell’astrazione e della materialità sono i prevalenti motivi di contatto tra musica e scultura. La conferenza si propone di focalizzare le relazioni esistenti tra due arti apparentemente distanti, che invece si equilibrano mirabilmente nella produzione di uno degli artisti più originali del panorama italiano contemporaneo.





13/05/2011 - ore 10,40-13,00
Aula Magna

CARLO SERRA

Le avventure della forma.
Suono e natura tra Goethe, Mahler e Schopenhauer




17/05/2011 - ore 10,40
-13,00
Aula Magna

ROBERTO FAVARO

ORGANICITà DELLO SPAZIO SONORO

ore 14,30

Presentazione del volume
di
Roberto Favaro:

SPAZIO SONORO
Musica e architettura tra analogie, riflessi, complicità,
Marsilio, Venezia, 2011






















































































MATERIALI
E CONTENUTI







Meccanicità e organicità nella musica


Melotti e la musica

Le opere di Melotti al Mart di Rovereto


Le avventure della forma. Suono e natura tra Goethe, Mahler e Schopenhauer


Organicità dello spazio sonoro